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Or Not Magazine #16 – S.Pellegrini

10,00

OR NOT MAGAZINE #16
Simone Pellegrini

Rivista monografica di anomalie contemporanee Or Not, promossa dall’associazione Arsprima e dedicato all’artista Simone Pellegrini
Curatela di Giuseppe Frangi. Contributo di Bianca Cerrina Feroni. Direttore artistico: Cristina Gilda Artese

Numero 16 della “rivista monografica di anomalie contemporanee” Or Not, promossa dall’associazione Arsprima e dedicato all’artista Simone Pellegrini. La parabola artistica di Simone Pellegrini è caratterizzata da originalità, determinazione e coerenza: tre caratteristiche che ne fanno una delle figure più interessanti della sua generazione (Pellegrini è nato d Ancona nel 1972; oggi vive e lavora a Bologna). Il suo lavoro si genera in stretto rapporto – ma meglio sarebbe dire contaminazione – con quel grande filone, l’Art Brut, che ha segnato la storia dell’arte del secondo 900. Art Brut significa una dilatazione degli spazi di libertà espressiva, sia dal punto di vista dei contenuti sia della tecnica. L’arte di Pellegrini ha colto quindi questa relazione, vissuta anche grande riconoscenza e affettività, come un’opportunità per guadagnarsi terreni propri e per liberare il fare artistico da ogni tentazione intellettualistica e stilistica. L’Art Brut è arte “necessaria”, è strettamente legata a bisogni vitali: questa urgenza è ben percepibile nell’opera di Pellegrini, documentata dalla spinta che forme autogeneratesi imprimono continuament alle sue composizioni. Tuttavia, come ha sottolineato Walter Guadagnini, Pellegrini costruisce i suoi spazi “con metodo e disciplina rigorosi, secondo una progettualità che non è quella del disegno preparatorio, ma che non di meno si configura come risultato di un’azione pensata ed elaborata in chiave sia mentale che visiva. In questo equilibrio tra istintività primordiale dell’immaginario e profonda coerenza di pensiero sta il fascino dell’esperienza di Pellegrini. Le sue sono opere che da una parte testimoniano ogni volta l’“emersione di una memoria sotterranea”, come ha scritto Pietro Gaglianò; ma dall’altra sono opere che riconosciamo essere perfettamente sulla breccia del nostro presente, con la sua afasia e con la sua impotenza a darsi simboli riconoscibili e capaci di significati. Anche dal punto di vista tecnico il lavoro di Pellegrini presenta soluzioni sperimentali di assoluto originalità e fascino, soluzioni sempre strettamente funzionali alle ragioni espressive. L’uso della carta, che cresce con il crescere dell’opera come per un legame vitalistico e quasi “obbligato” tra il supporto e l’immaginario, rende le opere di Pellegrini come delle mappe impreviste di una geografia del profondo. I segni, lasciati con una tecnica che richiama il monotipo, documentano invece un processo artistico che conserva qualcosa di irriducibilmente rituale. L’interesse che l’arte di Pellegrini suscita è dato da questa sua determinazione nel voler ripartire da un linguaggio primordiale, che si lascia alle spalle tutte le convinzioni, ma che sorprendentemente scopriamo essere scritto sulla pelle del presente. Un linguaggio la cui potente oscurità ci evoca il segno di una ostinata persistenza: la persistenza della vita. Questo numero di Or Not vuole fare il punto su uno degli artisti più originali dei nostri anni e insieme vuole portare dentro il suo mondo Per farlo sono state adottate scelte cartografiche che permettono di ammirare opere nel loro pieno sviluppo di “mappe” orizzontali.
Anno 2019
Lingua italiano – inglese
ISBN 978-88-96249-16-1
ISSN 2035-3588
Edito da Arsprima (associazione culturale per le arti contemporanee)
Registrato al Tribunale Ordinario di Lecco n. 1172/2008 del 2371072008

COD: LOR104 Categoria: Tag: , , , , , Product ID: 3553

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